A Macomer la legalità protagonista con Peppino Impastato e il Festival Conta e cammina

Per il secondo anno consecutivo Peppino Impastato, il giornalista ucciso per il suo impegno contro la mafia, vivrà ancora a Macomer. Dal 13 al 18 aprile lo farà nella sede del Centro servizi culturali di viale Gramsci che ospiterà il Festival della legalità Conta e cammina aprendo, in città e in tutta la Sardegna, un dibattito quanto mai attuale. Sei giorni intensi ricchi di iniziative, ospiti e proposte culturali che, a leggere il nutrito programma dell’evento [vedi], raccontano di una manifestazione che si presenta ancor più ricca di contenuti e raggiunge una dimensione quanto meno regionale come promesso l’anno scorso dai suoi promotori.

Un evento che cresce e si rafforza

Crescono le sigle che hanno scommesso in questo percorso e il Festival, quest’anno, avrà il patrocinio anche della Regione Sardegna e dei comuni di Macomer e Bonorva. Una tappa del programma raggiungerà anche Tempio dove, da qualche mese, è nata grazie a un gruppo di giovani e giovanissimi, proprio l’associazione antimafia che si è data il nome di Peppino Impastato. Oltre al Centro servizi culturali il Festival porta la firma della Coop. Sociale Progetto H, della Libreria Emmepi e dell’associazione culturale Verbavoglio di Macomer, la Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e l’associazione fotografica di Cinisi Asa Din. Per il primo anno hanno accettato di partecipare all’organizzazione del Festival anche l’associazione politico-culturale Nino Carrus, Confcooperative Nuoro-Ogliastra e Federsolidarietà Sardegna.

Un appuntamento per le scuole che parteciperanno numerose

Si rafforza il gruppo organizzatore e i numeri della vigilia parlano già di un massiccio coinvolgimento delle scuole che, provenienti da tutta la Sardegna, parteciperanno alle numerose iniziative in calendario. «Sono 450, per adesso, i ragazzi delle scuole che arriveranno al Festival da tutta l’isola – spiega Antonella Simula della Coop. Sociale Progetto H – e che parteciperanno ai numerosi laboratori pensati per loro, potranno visitare due mostre e vedere il docu-film previsto in programma». Quest’anno sono tre i temi che caratterizzeranno le attività e attraverseranno l’intero Festival: il gioco d’azzardo e le sue dipendenze, la violenza e la questione di genere e la Costituzione italiana. «Non mancheranno gli amici della compagnia Teatro dell’Orsa – aggiunge Roberta Balestrucci – che col laboratorio Fuochi accompagneranno i ragazzi in un percorso immaginario che, dall’antica Grecia, li condurrà fino ai giorni nostri. Il camper della Radio-out 100 passi (la radio fondata da Peppino Impastato nel 1977 a Terrasini), inoltre, farà fare loro l’esperienza di essere giornalisti per un giorno, attraverso la realizzazione di interviste e la composizione di un programma radiofonico della durata di un’ora».

Gli ospiti e il concerto finale

Tra gli ospiti dell’edizione Giovanni Impastato e Pino Manzella, il gruppo antimafia Pio La Torre di Rimini e l’Osservatorio sulla ‘Ndrangheta di Reggio Calabria e numerosi altri ospiti. Bentos cercherà di seguire gli appuntamenti più importanti del Festival segnalando quotidianamente sul box degli Eventi della home page del sito, orari e luoghi delle diverse iniziative. La manifestazione si concluderà sabato 18 aprile con il concerto di Stefano Cisco Bellotti, già componente della band Modena City Ramblers che proprio a Macomer, nell’area adiacente al Centro (ore 21.00), presenterà il suo ultimo album Matrimoni e funerali con 11 inediti che parlano con ironia di vita e di morte. «Anche la scelta di concludere la manifestazione con un concerto – spiega il direttore del Centro servizi culturali di Macomer Giancarlo Zoccheddu – ha un suo preciso significato. Il Festival parla di legalità affrontando problemi anche molto seri e pesanti della nostra quotidianità. Vorrebbe dare un contributo per poter uscire dall’area cupa che si vive in questo Paese, ma è tutt’altro che un momento in cui vogliamo piangerci addosso. Il messaggio che l’iniziativa vuole trasmettere, soprattutto ai giovani, è che vivere alimentando il rigore morale delle proprie scelte ci fa stare meglio e non peggio».