Sennariolo

Piccoli centri a rischio estinzione nell’isola. «Capitale umano ritorni al centro della politica»

Sono 228 su 377 i Comuni sardi che negli ultimi sessant’anni – dal 1951 al 2011, secondo un recente studio dell’Università di Cagliarihanno perso il 60 percento dei residenti. A Sennariolo, nella mattina di sabato, in località Santa Vittoria, la tavola rotonda organizzata dall’Assoziazione Nino Carrus e dall’Associazione Borghi Autentici ha messo ancora una volta l’accento sull’emergenza. Insieme ad alcuni sindaci del territorio – Gianbattista Ledda di Sennariolo e Omar Hassan di Modolo – anche il direttore dell’Anci e sindaco di Mandas Umberto Oppus e l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu, in rappresentanza del presidente Francesco Pigliaru impegnato a Bruxelles. A rischio scomparsa entro il 2050 ben 166 piccoli centri dell’isola.

La «rarefazione dei servizi al cittadino»

«Da qui sono arrivate le invasioni. Noi ancora una volta vigileremo contro quelle riforme che possono penalizzarci» ha detto Gianbattista Ledda dando il benvenuto. Presentando a nome di tutti piena solidarietà al sindaco di Bosa, Luigi Mastino, di recente colpito da un grave atto intimidatorio. «Noi vogliamo difendere la Sardegna autentica», ha assicurato Fausto Mura, presidente della Nino Carrus. Saranno Cagliari e Sassari a dover riscoprire la Sardegna che esiste. Anche perché «cresce la popolazione nelle aree forti dove cresce il reddito – ha detto Mura –, mentre i piccoli paesi perdono popolazione e anche il reddito». Così, lo spopolamento comporta anche una «rarefazione dei servizi al cittadino», ha detto Fausto Fulghesu per l’associazione Borghi Autentici. E i territori dovranno rimettere al centro delle loro strategie di crescita il capitale umano. Allora: riforma degli Enti locali e programmazione territoriale sono gli obiettivi a cui guardare. Sarà fondamentale – secondo il presidente della Nino Carrus – affrontarli in strettissimo rapporto.

Hanno portato il loro contributo Efisio Arbau, sindaco di Ollolai, Pietro Arca di Sorradile, Giampietro Cordedda di Banari ed Emiliano Deiana di Bortigiadas insieme a Umberto Oppus di Mandas, Clara Michelangeli di Onanì e Omar Hassan di Modolo, che ha messo l’accento sulla necessità di ascoltare la voce dei piccoli centri. Sanità, trasporti, lavoro, valorizzazione del capitale umano: sono stati questi i temi al centro del dibattito, alla luce del fatto che «le piccole comunità hanno grandi potenzialità», come ha ricordato ancora una volta negli interventi dal pubblico Giovanni Cocco, ricercatore dell’Università di Sassari.

Gestione associata e «funzioni complesse di governo» via dal territorio

«ICT, trasporti, welfare e istruzione sono i quattro pilastri attorno ai quali rafforzare il ruolo delle Unioni dei Comuni. Molte altre funzioni proprie delle Province verranno delegate alle Unioni di Comuni – ha considerato l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu –. Ben vengano proposte da parte dei Comuni che vadano nella direzione della semplificazione. Andiamo oltre i particolarismi che nascondono gli interessi di pochi e guardiamo invece alla Sardegna nel suo complesso». Gli sforzi della Regione starebbero andando in direzione di un rafforzamento delle politiche infrastrutturali. «Questo è il momento di tirare fuori proposte di sviluppo mirate, occorre il contributo di tutti – ha detto ancora Erriu –. È il momento delle scelte, che si traducano in proposte operative e progetti, ma anche nell’approvazione di norme che guardino al futuro e non al passato».

Ma sulla riforma degli Enti l’assessore ha comunque anticipato che le «funzioni complesse di governo del territorio» si allontaneranno dai piccoli centri. «Dobbiamo quindi creare subito le condizioni perché i piccoli Comuni vadano verso una forma di gestione associata e coordinata delle proprie funzioni fondamentali».

[Foto: Mario Sanna]