Luisa Monti

Associazione Luisa Monti, il giorno della memoria e i progetti sul futuro

Per l’Associazione Luisa Monti di Bosa oggi è il giorno della memoria. Alle 19, come ogni anno, presso la Concattedrale Maria Immacolata, si celebrerà la messa di anniversario in ricordo della giovane dottoressa a cui l’associazione stessa è intitolata, e alla quale un nutrito gruppo di volontari si ispira ancora adesso. «Senza la loro volontà e la loro lucidità, il gruppo non sarebbe mai nato, da sola non ce l’avrei fatta», ricorda Antonella Deriu, presidente dell’associazione oltre che madre coraggiosa della giovane dottoressa.

Luisa Monti, pediatra e dirigente medico presso l’Ospedale San Martino di Oristano, con un passato in Azione Cattolica – ha militato prima nell’ACR e poi come rappresentante dei giovani al Consiglio diocesano – scomparve prematuramente nella notte tra il 7 e l’8 aprile, il giorno di Giovedì Santo, al suo rientro da una missione in Iraq, portata avanti nell’ambito di un progetto della Croce Rossa. Aveva «una fede molto riservata ed interiore, talvolta problematica, che le diede forza e coraggio per un continuo e rinnovato impegno – scrisse una volta di lei don Pietro Scanu, in passato parroco alla Concattedrale di Bosa –, dapprima a carattere locale e dopo, compiuti gli studi di medicina e conseguita la laurea, per allargare i propri orizzonti e riversare nella Croce Rossa Italiana tutto il suo giovanile entusiasmo».

L’Associazione Luisa Monti, nata formalmente nel luglio del 2004, si sviluppa nel tempo con l’intento specifico di svolgere un’azione concreta in favore di bambini che, per problemi diversi, «si trovano in situazioni che mettono a rischio la loro salute fisica e psichica». Oltre alla presidente Antonella Deriu, fanno parte del direttivo – insieme alla vicepresidente Lia BaglioniLuciano Naitana, Francesco Marras, Sandra Tanda, Amalia Santona, Massimiliano Canu, Luciana Rubiu e Giuseppe Fioravanti. A maggio l’associazione ospiterà a Bosa don Nicholas Kirimo, dalla missione di Kisarawe in Tanzania, dove i volontari sostengono tra l’altro la realizzazione di un pozzo per l’acqua del villaggio: non mancheranno gli appuntamenti a sostegno del progetto, una cena sociale e un prezioso contributo documentale che il sacerdote porterà dal territorio.